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Aumenta l'equo compenso: in rialzo i prezzi di PC, smartphone e tablet

L’equo compenso, una sorta di tassa che colpisce qualunque dispositivo di memorizzazione (sia esso analogico o digitale), aumenterà ancora. Da Gennaio, infatti, l’imposta verrà aumentata e tutto andrà a discapito dei consumatori che vedranno salire il prezzo di tutti i dispositivi elettronici come smartphone e tablet.

L'equo compenso, o contributo per la copia privata è un contributo imposto ai produttori e agli importatori di prodotti elettronici finalizzati alla riproduzione o alla registrazione di contenuti digitali come indennizzo sull'utilizzo e la copia privata delle opere protette da diritto d'autore ottenute illecitamente. I ricavi vengono incassati dalla SIAE, la quale ne destina una parte agli autori ed agli editori ed un’altra parte ad attività culturali.

Come se già i dispositivi non fossero cari, l’equo compenso peserà ulteriormente su di essi con aumenti anche del 400%.
L’aumento medio sarà del 70%. Un fiume di soldi che si riverserà direttamente nelle casse della SIAE, che vedrà i suoi introiti crescere dagli 80 milioni attuali a ben 210 milioni.
Il tutto, chiaramente, a sfavore del settore tecnologico già penalizzato.
A sottolinearlo è anche Cristiano Redaelli, presidente dell’Associazione Nazionale Industria Informatica (Anitec): “Dobbiamo subito ribadire che nuovi aggiuntivi balzelli non farebbero che penalizzare ulteriormente l’innovazione tecnologica. Se implementata, questa richiesta si trasformerebbe, di fatto, in un costo aggiuntivo che graverebbe sui consumatori e sulle famiglie, generando il concreto rischio di allargare il digital divide italiano“.

L’aumento è stato introdotto dietro esplicita richiesta del presidente della SIAE Gino Paoli, il quale aveva proposto di avviare un tavolo di discussione con tutte le parti in causa (comprese, dunque, associazioni di categoria e dei consumatori). Il governo, invece, ha varato la norma immediatamente e senza avviare alcuna trattativa né discussione con le altre parti.

L'Italia è tra gli stati europei più arretrati dal punto di vista della tecnologia, però, anziché investire per promuovere l’ambito tecnologico e l’innovazione, si impongono nuove tasse per finanziare la SIAE. La promozione della cultura dovrebbe avvenire in altri modi e in maniera organica e sistematica riformando l’istruzione e incentivando lo studio e l’arte in tutte le sue forme, non con nuove tasse che non portano ad alcun miglioramento.

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